Da non perdere

Il Santuario della Madonna delle Grazie
In mezzo al Regio Tratturo, adiacente la Tiburtina Valeria, a Nord dell'abitato di Collarmele, cioè, quando ci si incomincia ad inerpicare per l'attraversamento del Vado di Forca Ferrata Caruso, c'e' una bella chiesetta di campagna dedicata alla Madonna Delle Grazie, come normalmente la popolazione dice, ma che dalle carte risulta essere denominata Chiesa di Santa Maria delle Grazie. E' una chiesetta votiva realizzata in due tempi successivi.

Chiesa di Santa Felicita
In Italia, tra i luoghi, oltre a Collarmele, dove Santa Felicita é particolarmente venerata, vi sono: Cava dei tirreni, in provincia di Salerno, nelle cui vicinanze, esattamente nella basilica della famosa Badia, di Santa Felicita si conserva un busto argenteo del sec. XV .

La Torre
Nel periodo normanno e più precisamente dopo la battaglia di Tagliacozzo (1297) ogni abitato tentò di difendersi alla meglio con torrioni e mura di cinta. Anche Collarmele aderì....a questa politica costruendo una torre cilindrica che a tutt'oggi è uno dei suoi simboli più noti.....E' una torre alta 18,45 mt. per un diametro di 9,60 mt., presenta delle feritoie su tutte le direzioni che servivano a scagliare frecce sul nemico che si avvicinava.

La centrale Eolica
L'area sulla quale sorge l'impianto eolico di Collarmele si trova ad una altitudine compresa tra 950 m. e 1060 m. sul li vello del mare; la centrale è costituita da 36 aerogeneratori con motore monopala. L'area sulla quale sorge l'impianto eolico di Collarmele si trova ad una altitudine compresa tra 950 m. e 1060 m. sul li vello del mare nel territorio del Comune di Collarmele, in Provincia dell'Aquila. Nella scelta del sito sono state prese in considerazione diverse caratteristiche: l'intera zona, priva di vegetazione, con mantello erboso molto scarso, non risulta adatta all'agricoltura, è prevalentemente utilizzata a pascolo, è facilmente accessibile e la normativa di natura urbanistica vigente ne consente un uso tecnologico.

La verifica della validità del sito scelto è stata condotta attraverso l'installazione di apparecchiature per la rilevazione anemometrica (iniziate dalla società Riva Calzoni all'inizio del 1992 e proseguite dall'ENEL fino alla metà del 1994 tramite altre 10 stazioni) che hanno evidenziato un discreto potenziale eolico, misurando una velocità media annua del vento pari a circa 5,6 m al secondo all'altezza di 10 m dal suolo, con direzioni prevalenti del vento da Ovest - Sudovest e da Est-Nordest. Questi rilievi sperimentali sono stati affiancati e integrati da valutazioni effettuate con modelli matematici, che hanno consentito la localizzazione ottimale degli aerogeneratori da installare sull'intero sito.

Realizzazione del Progetto di Adeguamento Tecnologico dell'Impianto Eolico del Comune di Collarmele

L'area dell'esistente Centrale Eolica ENEL si trova nel territorio del Comune di Collarmele, ai margini settentrionali della Piana del Fucino, in zona montana ad una quota di circa 1100 m s.l.m.

La posizione dei nuovi aerogeneratori interessa un'area di circa 40 ettari ed è situata in loc. Monte Coppetella.

Il progetto di rifacimento (revamping) dell'impianto prevede lo smantellamento dei 36 aerogeneratori esistenti attualmente in esercizio, ed il posizionamento di 5 nuovi aerogeneratori di taglia unitaria maggiore nell'area circostante al M. Coppetella in corrispondenza di postazioni già attualmente occupate da aerogeneratori esistenti.

L'impianto attuale fù concepito nei primi anni '90 con tecnologia basata da aerogeneratori di tipo monopala ampiamente superata dagli attuali standard industriali.

Successive vicissitudini di mercato hanno portato, alla fine degli anni '90, al disimpegno totale delle realtà industriali italiane operanti nel settore in favore di società estere portando quindi ad un progressivo programma di revamping degli impianti esistenti.

La tecnologia delle macchine eoliche, ha avuto, su scala mondiale, uno sviluppo tale da offrire macchine sempre più performanti (in termini di energia resa a parità di condizioni anemologiche) ed affidabili, inoltre, la taglia unitaria delle macchine è cresciuta esponenzialmente, permettendo, di conseguenza, il raggiungimento dei medesimi livelli di produzione con occupazione di suolo molto minore.

I vantaggi del progetto di revamping risultano evidenti e possono essere comunque sintetizzati in un ripristino (aumento) della producibilità dell'impianto esistente a fronte di riduzione drastica delle aree interessate, con conseguente concentrazione degli interventi di modifica del suolo e limitazione delle aree di potenziale interferenza con l'ambiente.